La storia

La storia dei Giardini Reali risale al progetto di riforma dell’Area Marciana voluta da Napoleone al principio dell’Ottocento. Nel 1806, in seguito alla decisione presa da Bonaparte e dal giovane viceré Eugenio di Beauharnais di destinare le Procuratie Nuove a Palazzo Reale, l’architetto regio Antolini realizzò i primi progetti per la residenza, poi rielaborati anche dagli architetti Mezzani, Canonica e Soli.
Il giardino, formale con aiuole di disegno geometrico, fu concepito come il prolungamento del Palazzo e un ponte lavatoio fu realizzato per consentirne la passeggiata sull’acqua nel Bacino di San Marco e, per permettere la vista dal Palazzo Reale verso il Bacino, nel 1808 si demolirono gli edifici degli antichi granai, a quel tempo utilizzati come caserme, e le botteghe presenti nell’area.
Dal 1815, tornati gli Austriaci, l’architetto Lorenzo Santi diede forma compiuta al giardino, con un viale alberato lungo il Bacino di San Marco, parterre geometrici e due boschetti alle estremità e contemporaneamente realizzò una Serra sul ponte della Zecca e un Padiglione neoclassico, il Cafehaus. Le piante provenivano dal Parco Reale di Stra, dove ogni anno venivano ricoverati da novembre a maggio gli agrumi che durante la bella stagione adornavano il giardino veneziano.
Nel 1857 il viale lungo la riva fu separato dai Giardini e aperto al pubblico, per volontà dell’arciduca Ferdinando Massimiliano, mentre i Giardini restarono a uso esclusivo della Corte e nel 1872, per permettere l’accesso dalla Piazzetta di San Marco, fu costruito sul rio della Zecca un nuovo ponte in ferro a filo d’acqua. Nel 1893 venne sostituito il ponte tra giardino e Palazzo con un nuovo ponte levatoio in ferro, progettato dall’ingegnere civile Filippo Lavezzari. Nel tardo Ottocento fu abbandonato l’impianto formale geometrico a favore di un disegno sinuoso secondo la moda allora prevalente “all’inglese” e venne realizzata la pergola con struttura in ferro e ghisa che costituisce uno degli elementi portanti dell’architettura del Giardino.
Il 23 dicembre 1920 i Giardini Reali vennero interamente aperti al pubblico e dati in consegna al Comune. Tra il 1939 e il 1940 radicali interventi riportarono il giardino a un disegno geometrico e regolare, in ottemperanza allo stile “all’italiana”.